Ieri alle 14 il tragico scontro tra la moto e una Lancia Y
| La vittima era un giovane residente a Pozzillo e frequentava il terzo anno del «Brunelleschi». L’impatto davanti al rifornimento dell’Agip | Il giovane è stato sbalzato dal sellino ed è caduto a 5 metri dal luogo dell’impatto. Nonostante i soccorsi, il suo cuore ha cessato di battere |
Si continua a morire sul tratto acese della Strada Statale 114. A perdere la vita in un impatto frontale tra un motociclo e una vettura è stato un giovane di appena 16 anni, Giovanni Spina, residente a Pozzillo superiore. Il giovane frequentava il terzo anno del "Brunelleschi" di Acireale e al termine delle lezioni (erano le 14) stava tornando a casa bordo della sua Cagiva 125. Aveva appena lasciata alle sue spalle la villa Belvedere e si dirigeva verso Guardia da dove avrebbe poi imboccato la via Vecchia Pozzillo (strada di collegamento tra Guardia e Pozzillo superiore) per fare ritorno a casa, ma all’altezza del rifornimento Agip, poco prima dell’Istituto Casa Mia, ha trovato sul suo cammino un ostacolo imprevisto, una Lancia Y elefantino.

La notizia che tutti si attendevano ha quindi trovato ieri conferma nella Fondazione del Carnevale di Acireale quasi all’ora di pranzo, con i carri infiorati che, dopo un anno di assenza, torneranno nuovamente a sfilare lungo il circuito del centro storico. Non hanno trovato perciò fondamento i timori espressi dal vicepresidente del Consiglio comunale di Acireale, Nando Ardita, che martedì aveva avuto modo di ventilare la possibilità, pure in questa edizione, di una rinuncia degli artigiani del fiore a predisporre le loro belle opere. Dei dieci posti messi a disposizione per il concorso, sono poi stati sette i titolari dei cantieri che alla fine hanno confermato la loro disponibilità per partecipare all’evento. Se così il Carnevale ha riacquistato una delle sue principali peculiarità, unica nel suo genere fra le manifestazioni carnascialesche nazionali, occorre nel contempo però non dimenticare l’altro primario filone dell’appuntamento con Re Burlone e cioè i carri allegorici in cartapesta.
La chiesa bizantina di Santo Stefano, rudere in territorio di Santa Venerina, nella frazione di Dagala del Re, potrebbe presto diventare patrimonio pubblico. La Giunta comunale, infatti, ha impegnato la somma di 11.500 euro, a integrazione del "monte" di 14.500 euro già disponibile, per perfezionare l’operazione di acquisizione del manufatto e del terreno circostante, la cui valutazione commerciale si aggira attorno ai 25mila euro. Il valore storico e artistico del bene, tuttavia, risulta molto meno misurabile. La chiesa è ciò che resta di un antico monastero, risalente con molta probabilità al periodo paleocristiano, distrutto dalla colata lavica del 1284 assieme all’insediamento abitativo sortovi attorno. Mentre a seguito dell’eruzione i monaci si trasferirono a Messina e poi a Montecassino, e la popolazione si spostò nell’attuale frazione di Dagala, la cappella del monastero rimase al suo posto, accerchiata ma salvata dal magma: fu conservata così pressoché intatta una delle pochissime chiese tricore siciliane di stile bizantino.
Oggi è un altro giorno. Bisogna ritornare alla normalità. E la serenità la si può ritrovare nell’abbraccio affettuoso di un batuffolino di nome Lilli. Agata Miller e Vincenzo Di Bartolo sono ritornati a casa ormai da due giorni. E dopo il temporale sta lentamente tornando il sereno nelle loro vite. Devono lasciarsi alle spalle la tragedia che hanno vissuto sulla loro pelle. Il naufragio della Concordia deve essere archiviato al più presto. Quella di ieri è stata una giornata veramente intensa. Si sono incontrati nell’abitazione di lei in via Tupparello, vicino alla Stazione ferroviaria, un accogliente rifugio familiare dove sono stati coccolati da fratelli e genitori e dalle moine dell’affezionata cagnolina. «Come i nostri compagni di sventura abbiamo perso tutto; vestiti, documenti cellulare, non possiamo guidare», spiega Agata con due occhi dolcissimi ancora un po’ preoccupati.
Chi attendeva l’apertura di un cantiere per il completamento dei 60 alloggi popolari di via Trieste, a Giarre, rimarrà deluso sapendo che, dalla Regione, sono state avviate le procedure per la revoca del finanziamento. Quei 3 milioni e 300mila euro necessari a veder ultimati gli appartamenti. E dire che, lo scorso novembre, il Comune di Giarre, aveva annunciato il progetto di «un incontro a Palermo per rimettere "in vita" il finanziamento e procedere così all’avvio dei lavori». Un annuncio fatto a margine di un vertice proprio sulla fase procedurale in vista del completamento. Un iter che aveva già subìto una battuta d’arresto su quel percorso tracciato, in un primo momento, dall’Iacp. Uno "stop" che di fatto, oggi, costringe ad uno stand by un’opera - il completamento del programma costruttivo 162 - attesa e sulla quale, da anni, rimangono accessi i riflettori.
«Per fortuna possiamo raccontare questa terribile esperienza a bordo di una nave da crociera, sulla quale non metteremo sicuramente mai più piede». Sono le drammatiche testimonianze di una giovane coppia di turisti giarresi presenti sulla Costa Concordia, la nave arenatasi venerdì scorso dopo l’impatto con uno scoglio al largo dell’Isola del Giglio, nei pressi di Porto Santo Stefano, nel corso della seconda tappa del giro del Mediterraneo, che collega Civitavecchia a Savona. Si tratta di Fabio Torrisi, 26 anni, addetto vendite alla Decathlon, e della fidanzata Alessandra Grasso, studentessa universitaria di 24 anni. Per loro, come per altri quattro concittadini giarresi e decine di turisti siciliani a bordo della Concordia, sono state ore terribili, momenti concitanti e di angoscia a partire dalle 21.30 di venerdì scorso, quando il viaggio dei sogni s’è trasformato all’improvviso in un incubo.


















